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Riflessioni

di Claudio Taglioretti

AAA…..AMORE CERCASI

Quante volte ci è capitato di leggere inserzioni che iniziavano così? Ma questa volta alla disperata ricerca di “Amore” è il nostro vecchio mondo, sempre più malato.
Cosa sta succedendo? Dove sono finiti i valori dell’Amicizia, della Famiglia, dell’Altruismo e di tutto ciò che coinvolge l’Amore nelle sue svariate forme?
Gli episodi di violenza si susseguono di giorno in giorno, dagli attentati ai figli che ammazzano i genitori e viceversa, dalle guerre di religione alle decapitazioni in diretta TV; la nostra sensibilità di fronte a questi fatti, tende ad affievolirsi col passare del tempo, come se man mano ci si potesse abituare alle macabre scene che ci vengono proposte.
Fino a qualche anno fa un omicidio in famiglia era una cosa che faceva rabbrividire. La prima decapitazione, in Iraq, diffusa in diretta TV ha sconvolto il mondo intero ma poi, la seconda…la terza… ecc.. hanno avuto effetti sempre più leggeri.
Ma cosa può essere che ci spinge verso un mondo di violenze sempre più gravi? Forse un micidiale cocktail di benessere, stress e noia, ovvero, possiamo avere tutto, ma non abbiamo il tempo per godere ciò che abbiamo, o forse niente ormai ci soddisfa più come un tempo. Spesso chi ha pochissimo è pronto a dividerlo con i suoi simili, mentre chi ha tutto si lascia prendere da un specie di ingordigia e farebbe qualsiasi cosa per avere di più, senza però rendersi conto che comunque anche il nuovo traguardo non placherà la sua insoddisfazione. Forse incominciano a scarseggiare i nostri nonni, quella generazione che attraverso i racconti, ha saputo mantenere vivo il terribile ricordo di chi, sulla propria pelle, ha vissuto grandi momenti di guerra e sofferenza e più di chiunque altro sa quanto sia importante la pace e la libertà.
Probabilmente la malattia del mondo gira intorno a questo insieme di cose. La frenesia della vita quotidiana, ci impedisce di riscoprire quanto siano importanti e belle, le piccole cose che ci circondano, quelle cose che troppo spesso abbiamo dimenticato ed accantonato per mancanza di tempo.
Torniamo ad ascoltare i nostri figli, spegniamo la TV e torniamo a dialogare con i nostri familiari. Qualche SMS in meno e qualche carezza in più forse potrebbero aiutarci. La maggior parte delle persone violente ha avuto un’infanzia all’insegna dell’indifferenza ed ha trovato nella violenza un modo per attrarre l’attenzione su di se.
Non è facile modificare le nostre abitudini, siamo troppo abituati all’era dei media che ogni giorno ci bombardano di immagini e notizie in modo superveloce, ma a volte varrebbe la pena di provare.
Il rumore delle foglie mosse dal vento, il canto di un grillo, il racconto di un vecchio devono continuare a far parte dei nostri giorni.
 


Claudio Taglioretti.